Ventisettesettembreduemiladiciassette

Una delle cose che mi sono state sempre rimproverate da mia madre, è il fatto di non aver mai veramente colto e assimilato il concetto di “costanza”. E gli ultimi tempi, quando avevo già incontrato la mia amica Costanza, avevo anche una risposta a quella domanda un pò sarcastica di mia madre che mi diceva “Ma tu l’hai mai conosciuta Costanza?”. E io le dicevo di sì, effettivamente ce l’avevo in ufficio tutte le mattine (la mia Costy <3).

Parlo al passato perché mia madre, che fortunatamente è tra noi e senza la quale non potrei vivere, ormai ha smesso di chiedermelo. Ogni tanto mi dice “tanto tu inizi e non finisci mai”. E la mia risposta solitamente è “Tu non ti preoccupare”.

Poi un giorno decido di riaprire Charlotte, dopo MESI in cui la vita mi.è sembrata volare. Ho mollato il mio vecchio lavoro, ne ho iniziato uno nuovo, ho cambiato città, mi sono innamorata, ho deciso che la cosa era seria, sono partita per Londra, sono rientrata, ho lavorato come non so che cosa etc etc. Tutto in quattro mesi. Certo, chi mi conosce penserà (ovviamente con accento pugliese) – “Avooooglia, che mica è la prima volta!”.

In effetti no, non è la prima volta. Così come non è la prima volta che abbandono queste pagine per mesi e poi mi ritrovo una sera a scrivere.

“Tu inizi e non finisci mai”, eppure è strano, nella mia vita mi sono sempre prefissata degli obiettivi, il diploma, la laurea, un lavoro, una casa e tutto quello che mi sembrava fossero gli obiettivi da raggiungere. E ogni volta che mi prefissavo un obiettivo, riuscivo a raggiungerlo precisamente nei tempi, e al 98% dei casi anche nel modo in cui volevo arrivarci.

A cosa fa dunque riferimento mia madre? Beh, sostanzialmente, ci sono alcune cose che effettivamente inizio e poi non finisco mai. La dieta, ad esempio. Un libro (a meno che non sia un libro super super avvincente o romanticissimo che riesce a non farmi addormentare la sera), una serie televisiva. Ci sono certe cose che proprio inizio e non riesco a finire. Perché sono pigra, perché la sera torno dal lavoro e sono letteralmente distrutta, annientata, con il cervello che chiede pietà e non vuole più avere uno schermo davanti. Ma chi di noi non lo fa?

Perché tutto questo pippone? Perché oggi ho riaperto Charlotte dopo tanti mesi. Lo ammetto, in questi mesi ho più mangiato che preparato dolci. In alcuni casi li ho condivisi su Instagram, in altri li ho tenuti per me.  I buoni propositi che avevo all’inizio dell’anno scorso sono andati a farsi benedire e sono stati scavalcati da traslochi, cambio vita, e tutto quello che poi è accaduto in questi mesi.

Oggi è il ventisette settembre. L’anno scorso, a quest’ora, ero in una tipica osteria trevigiana a mangiare un “panino onto” e bere birrette con i miei amici trevigiani, e da lì a poco sarei partita alla volta di Colorno, Parma, alla volta dell’Alma.

Comunque, tornando a noi, oggi ho riaperto Charlotte. Mi sono sentita in colpa. In colpa di aver trascurato questo mio sogno per mesi, questo piccolo blog seguito praticamente da chi mi vuole bene e da qualche cuore gentile che se n’è innamorato mese dopo mese, post dopo post.

Voglio tornare a scrivere, a dedicarci del tempo, a sporcarmi le mani di farina e condividere le mie ricette. Voglio trovare la forza la sera di tornare a casa e dire “ok, cosa preparo di buono?”, invece che “Ok, cosa ci porterà il buon Deliveroo/Foodora del caso?”.

Vorrei essere una di quelle che vi danno continuamente aggiornamenti, che condividono, che in qualche modo sono sempre presenti e intrattengono. Invece no, non ci riesco, ma ci voglio provare, perché vi ho in testa tutti i giorni, anche se molti di voi che mi leggete non ho idea di che espressione abbiano, di come siano a tavola e delle incredibili storie che avete da raccontare.Ad avercela, sarei la persona più felice del mondo.

Per il momento, ecco le mie parole, il mio grazie per essere rimasti sempre lì quando mi chiedevate “embè, e mo? niente più?” (sempre in pugliese, ovviamente).

Chissà che magari stavolta porto a termine una cosa 🙂

 

Valeria/Charlotte

 

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