Il periodo più bello dell’anno.

Dodici giorni alla Vigilia di Natale, un solo giorno al secondo compleanno di Charlotte&Brownies, e tempo di desideri, di resoconti, di riflessioni su quanto siamo stati buoni oppure no durante quest’anno, di dolci, di profumo di arancia e cannella, di viaggi pianificati last minute e di lucine di Natale che scaldano l’atmosfera e la rendono unica.

Questo periodo dell’anno mi è sempre piaciuto moltissimo, per la sua capacità di farci stringere, nonostante tutto, tutti intorno a una tavola, di inebriare l’atmosfera in casa profumandola di biscotti allo zenzero, crostate alle mandorle, cioccolata calda, di rendere mia madre iperattiva e una vera e propria casa di produzione dolciaria (eh si, c’è qualcuno in famiglia che è molto più attivo di me!), delle coccole sul divano con Josè in braccio e un bel film (ecco, dopo aver letto l’articolo di The Man Repeller su Love Actually, ho effettivamente rivisto la mia posizione sul film di Natale preferito!)

Per la capacità del Natale di aprirci il cuore, di chiedere perdono, di provare a recuperare qualcosa che ormai pensiamo sia perduto, di rendere ciò che è appena iniziato semplicemente magico.

Come ogni anno arriva il momento di fare un po’ due conti in tasca, pensare a ciò che abbiamo seminato e poi raccolto, alle avventure che abbiamo vissuto, a quello che abbiamo imparato e alle emozioni che abbiamo provato.

E arriva anche quel momento, in cui i desideri sembrano tutti realizzabili, e i sogni nel cassetto trovano un loro posto su un foglio di carta bianco su cui annotare i prossimi passi.

Due anni di Charlotte&Brownies, passati alla velocità della luce, e due anni in cui ho condiviso su queste pagine le mie ricette, centinaia di parole scritte spesso in preda alle emozioni, di notte, le scelte che hanno cambiato il corso degli eventi, alcune dettate dal coraggio, altre dal cuore.

A parte una piccola cosa che so che neanche Babbo Natale potrebbe farci moltissimo, quest’anno non ho troppe richieste, dal momento che molte cose sono riuscita a procuramele prima del suo arrivo, cercando di realizzare alcuni sogni che avevo nel cassetto.

Dal concerto dei Coldplay a Wembley, il sogno di una vita, all’ALMA, ai miei 30 anni circondata dagli amici di una vita, ai momenti passati con la mia famiglia e il mio splendido nipotino.

Ogni tanto mi chiedo dove ho trovato il coraggio di mollare tutto per cinque settimane per immergermi nel mio sogno più grande. Poi penso che avrei potuto fare anche di “peggio”, mollando tutto ciò che avevo, dal lavoro, alla mia vita trevigiana, a ciò che ho costruito in sei anni di lavoro.

Sono contenta però di essere riuscita a trovare il coraggio per mettermi in gioco, e forse è proprio questo che dovremmo chiedere per questo Natale

Il coraggio di vivere situazioni che sappiamo ci renderebbero felici ma che, per paura o per comodità, evitiamo di affrontare, il saper cogliere una sfida senza sapere bene quale sarà il risultato, ma mettendoci comunque il cuore e l’impegno, credendoci anche se gli altri pensano che sia una follia, o un investimento che non porterà da nessuna parte.

Certo, di sogni non si vive, ma almeno si prova a realizzarli.

Continuerò quello che ho iniziato, questo è sicuro, perchè un’esperienza come questa, tra le più belle della mia vita, ti cambia in qualche modo, e ti da una visione generale un po’ diversa, fatta di cose semplici, di tanta fatica, ma anche di tanta tanta passione.

E continuerò perchè ho la testa dura come quella di mia nonna.

Dicevamo…non saprei bene cosa chiedere a Babbo Natale, perchè molte cose ho imparato a ottenerle da sola con l’impegno e la dedizione.

Sono grata per tutto quello che ho fatto, per le persone che ho incontrato, per gli amici che hanno camminato al mio fianco, per le persone che amo.

Certo, se proprio potessi avanzare una richiesta, chiederei al Signor Santa Claus di farmi trovare un piccolo negozietto con un piccolo laboratorio, magari in legno bianco, ferro battuto, mura color pastello, e fiori freschi qua e là, per poter finalmente dare vita al mio sogno.

In Italia, all’estero, dove gli va meglio.

Poi, beh, gli chiederei inoltre di farmi trovare “my baby” (cit. Mariah con il suo vestitino rosso da Babba Natale), o magari il Principe Harry o Chris Martin, sotto l’albero di Natale (che poi, mi sono chiesta, perchè Mariah dice “underneath the Christmas tree”, accanto sarebbe più comodo, per lui, ovviamente), e sì, un po’ di neve effettivamente non guasterebbe (purché non sia il giorno in cui devo prendere l’aereo per tornare a casa).

Chissà, magari la combo lettera e candeline di Charlotte&Brownies, farà in modo che almeno qualche desiderio si avveri!

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