Che ci faccio vestita da Chef?

È un po’ che non aggiorno il blog, presa dalle mille cose che sono capitate nelle ultime settimane, e dal racconto che ho iniziato a scrivere per DonnaD.

Cosa sto combinando? Che ci faccio vestita da Chef?

Questa estate ho deciso di provare a far spazio a un sogno, dargli una chance, e iscrivermi quindi al corso in Tecniche di Pasticceria all’ALMA, la Scuola internazionale di cucina fondata da Gualtiero Marchesi.

Un po’ spinta dalla voglia di respirare aria nuova, di dare sfogo alla mia creatività, un po’ spinta dalle persone che mi vogliono bene e che hanno sempre visto in me questo forte desiderio di vestire i panni di pasticciera.

Charlotte&Brownies va all'ALMA

La Reggia di Colorno - ALMA Scuola internazionale di cucina italiana

Mi ritrovo qui, dunque, per qualche settimana, a tornare ai banchi di scuola, a mettere le mani in pasta in mezzo ai migliori compagni di corso che potessi desiderare, e mettere alla prova me stessa, le mie competenze, la mia creatività…e il mio futuro.

Dopo il primo articolo che ho scritto sempre per Donna D (qui il link) e le prime due settimane di corso, mi sono sentita dire più volte che sono stata davvero coraggiosa.

È stato l’aggettivo che ho sentito di più attribuirmi da amici, parenti, conoscenti, e compagni di corso.

Quello che mi chiedo però è…io sono coraggiosa?
Io che non vedo l’ora di rientrare alla sera nel mio nido.

Ho chiesto un periodo di pausa dal mio lavoro, dalla mia vita nella campagna trevigiana, da due anni che hanno saputo darmi tantissimo ma che sono stati anche carichi di avvenimenti dai quali sentivo di dovermi staccare. E provare finalmente a fare qualcosa per me.

Quando mi viene detto che sono coraggiosa non so mai se crederci, perchè in realtà sono una donna alla quale piace rifugiarsi nel suo nido alla sera, stare sul divano con la coperta, leggere un buon libro, riscaldarmi nell’abbraccio delle persone che amo.

Arriva però quel momento nella vita in cui ci sembra che sia tutto “ok, o lo faccio adesso o non lo faccio mai più”, e troviamo quella spinta per fare quel passo oltre la nostra comfort zone. Perchè poi alla fine si tratta di quello, uscire dalla nostra comfort zone, tanto rassicurante e abitudinaria, fatta delle nostre piccole certezze, che però non sappiamo ancora se ci rendono davvero felici finchè non ci allontaniamo e iniziamo a guardarle da lontano.

Le prime due settimane in Alma non sono state così semplici.

In primis il ritrovarmi in un ambiente completamente nuovo, a fare qualcosa che ho considerato fino a quel momento solo un hobby, senza le certezze che il mio lavoro mi ha sempre dato, la sicurezza che ho acquisito in sei anni di lavoro come Strategist, il rispetto dei miei colleghi e delle persone con cui ho avuto a che fare in questi anni.

Mi sono ritrovata a dover indossare una divisa bianca, scarpe antinfortunistiche e la toque da pasticciere.

Beh, la divisa ha sicuramente il suo fascino, ma bisogna tenerla in perfette condizioni, sempre pulita e stirata, con le maniche ben arrotolate altrimenti lo Chef ti dice “stai lavorando oppure devi andare a una cena di gala?”.

I miei compagni di corso sono quasi tutti più giovani di me, e per tanti versi è una fortuna, perchè sanno regalarmi quella leggerezza e quello spirito di squadra che purtroppo man mano che si cresce un pochino si perde.

Bisogna studiare, tanto, perchè la pasticceria è anche teoria, studio della combinazione degli ingredienti, e tanta tanta tecnica.

Poi ci sono alcuni momenti in cui ti viene da metterti in discussione, in cui ti senti inadatto o pensi che forse non sei così bravo.

Altri invece in cui hai in mano il dolce che hai preparato partendo da pochi ingredienti, senti il suo profumo ed è subito un momento di orgoglio estremo!

In queste settimane sono anche tornata a Treviso un paio di giorni. È stupendo poter tornare a casa dai propri affetti, dagli amici, nel proprio rifugio.

Certo, il forno non è quello professionale e la cucina mi sembra piccolissima, ma ogni piccolo spazio di casa mi ricorda qualcosa.

Quando si fanno queste esperienze, però, le emozioni possono giocare brutti scherzi.

La malinconia delle persone che amiamo si fa sentire, ci sono sere in cui chiudi il laboratorio alle 23.30 e vorresti solo tornare a casa e trovare un sorriso, una coccola, e una buona tazza di tisana calda.

Bisogna però stringere i denti, perchè realizzare i propri sogni richiede entusiasmo, tenacia, ma soprattutto qualche sacrificio. 

Il bello di queste esperienze, però, è che si incontrano persone da tutta Italia, e da tutto il mondo, e con alcune si crea  un legame bellissimo che rende il tutto ancora più incredibile.

ALMA Scuola internazionale di cucina italiana Charlotte&Brownies all'ALMA

Cinque settimane in cui scoprirsi, ritrovarsi, mettersi alla prova, pensare a quello che c’era e quello che ci sarà, e capire cosa vogliamo fare da grandi. 

Perchè forse l’eccellenza si raggiunge così, pensando a “cosa vogliamo fare da grandi”, mettendocela tutta in ogni nostra azione, e spostando sempre più in là il traguardo.

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