Happiness is in a brownie

Martedì sera.

Aperitivo in centro. Vorrei fare una cosa ma non la faccio, ma sì la faccio, no meglio di no, mi sto ferma.  Bevo uno spritz con un amico e torno a casa.

Non so voi, ma da venerdì sera ho una certa inquietudine. Sarà che mi immedesimo molto in alcune situazioni, sarà che abbiamo capito che alcuni problemi che pensavamo fossero lontani, in realtà ci interessano da vicino. Troppo da vicino.

È da venerdì sera che sono poco tranquilla, ma cerco di pensare ad altro, alle cose belle di ogni giorno, a quanto siamo fortunati, alle vacanze di Natale, alla palestra in cui mi sono iscritta (miracolo!), alle nuove ricette di brownies.

Torno a casa, doccia, pigiama, squilla il telefono.

Un’ora al telefono, era un po’ che non accadeva.

Chiudo il telefono, mi metto sul divano, ultimamente guardo pochissima televisione, preferisco leggere un buon libro. Leggere mi isola da tutto quello che ho intorno per farmi viaggiare insieme ai protagonisti del racconto.

Ore 23.40. Ho cenato con un “cicchetto”, ovvero un crostino, ma non ho fame. Strano, in genere ho fame a tutte le ore. Quella si chiama golosità, ora che ci penso.

Mi alzo dal divano, sto perdendo tempo.

Apro il frigo, 6 uova, 325 grammi di margarina, 560 di zucchero, 260 di farina.

E 400 grammi di cioccolata. Ne prendo 300 di cioccolato fondente e 100 di cioccolato fondente con le mandorle.

Ho tutto quello che mi serve.

Penso che sarebbe bellissimo strappare un sorriso domattina ai miei colleghi e ai miei amici preparando loro una piccola sorpresa.

Mi piacciono tantissimo le sorprese. Mi piace organizzarle e mi piace riceverle. Che siano anche piccolissime, un fiore, un cioccolatino, o semplicemente un bigliettino.

Che bello è organizzare una sorpresa per qualcuno di speciale? Il caffè a letto,  i pancakes preparati in silenzio per non svegliare nessuno, una torta, dei biscotti, o una tavola imbandita meglio di un hotel di lusso.

Ore 01.05, suona il timer e sforno due teglie di brownies, e il profumo di cioccolato pervade la mia casa.

Addormentarmi senza azzannare un brownie è stato durissimo, ma ce l’ho fatta.

Ho dato un senso ad una serata un pochino strana, un po’ malinconica.

A quelle ore in cui dovrei dormire e che invece non vogliono darmi troppa tregua, e che cerco di riempire invece con qualcosa che mi piace e per cui ho sempre troppo poco tempo.

Ho reso qualcuno felice con una colazione diversa, speciale, e ho reso felice anche me stessa per i sorrisi ricevuti.

“You restored my faith in the mankind.”. Forse ha esagerato un pochino ma ha fatto il suo effetto.

Forse è questo che ci rende felici, fare qualcosa perchè ci rende felici e che sappiamo possa rendere felici gli altri, anche con piccolissimi gesti.

Alla fine è solo un quadratino di cioccolato. No? 🙂

Charlotte and Brownies - Classic Brownies

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